La storia di Greta Thunberg, la 16enne che salverà il mondo

Reading Time: 4 minutes Tutto quello che c'è da sapere su Greta Thunberg, che a 16 anni è leader della più grande protesta studentesca contro il climate change

Greta Thunberg è svedese, ha 16 anni e negli ultimi mesi ha fatto parlare di sé per aver scatenato un’ondata di scioperi studenteschi contro l’indifferenza nei confronti del climate change.

Greta ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo di cui ho scritto qualche anno fa perché è una condizione da sempre ritenuta prevalentemente maschile e quindi poco diagnosticata nelle donne (con gravi effetti sulla loro salute mentale).

A otto anni Greta

A otto anni, Greta Thunberg sente parlare di cambiamento climatico per la prima volta e pensa: se gli esseri umani stessero davvero cambiando il clima con le loro abitudini, ci sarebbe una crisi internazionale, quasi una terza guerra mondiale e tutti – radio, tv, giornali – ne parlerebbero. Perché nessuno lo fa? Perché continuiamo a fare le stesse cose di prima?

A undici anni Greta si ammala (lo racconta nel suo Ted Talk): cade in depressione, smette di parlare e di mangiare e perde circa 10 chili, più di quanto una bambina si possa permettere. In quell’occasione le viene diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma di autismo detta “ad alto funzionamento” perché diversamente dall’autismo più diffuso non è accompagnata da ritardo cognitivo, ma anzi spesso da un quoziente intellettivo superiore alla media. In effetti a sentir parlare Greta ci si rende facilmente conto della sua lucidità sugli argomenti che tratta e della precisione dei suoi ragionamenti. Ma la verità è un’altra e la dice lei stessa al World Economic Forum di Davos: “la soluzione è così semplice che anche un bambino piccolo può capirla: dobbiamo fermare le emissioni di gas serra”.

Il cervello di un Asperger ragiona in modo molto più analitico di un cervello tipico. Forse anche per questo Greta Thunberg è così determinata: “Per me c’è solo bianco o nero, non esistono zone grigie quando si tratta di sopravvivenza”. A dodici anni Greta decide di non prendere mai più l’aereo e smette per sempre di mangiare carne. Ha convinto anche i suoi genitori che si sono decisi a studiare il cambiamento climatico: ora anche la madre, famosa cantante d’opera svedese, ha smesso di prendere aerei e il padre, attore, scrive e tiene incontri sul clima.

A maggio dello scorso anno

A maggio dello scorso anno, a quindici anni, Greta partecipa a una competizione studentesca sull’ambiente. Vince e il suo tema viene pubblicato su un giornale svedese. All’iniziativa seguono alcuni incontri con altri attivisti e l’idea di sviluppare nuovi progetti sul cambiamento climatico. L’idea dello sciopero le viene dall’esempio degli studenti americani sopravvissuti alla sparatoria di Parkland, a marzo 2018, che avevano appena manifestato a Washington contro la liberalizzazione delle armi. Ma nessuno è interessato allo sciopero scolastico di Greta, quindi lei continua da sola e abbandona il collettivo.

Greta Thunberg decide di non tornare a scuola dopo le vacanze estive. I suoi genitori, racconta, non sono d’accordo: se vuole saltare la scuola, deve farlo senza il loro supporto. Il 20 agosto, Greta Thunberg si siede davanti al parlamento svedese con una lista di fatti e motivi per scioperare. L’obiettivo è portare all’attenzione dei politici il tema del cambiamento climatico in vista delle elezioni del 9 settembre. Sul suo cartello scrive “sciopero scolastico per il clima”. In quei giorni Greta diventa un’icona e i suoi post sui social network diventano virali. Uno dei primi a raggiungerla è Ingmar Rentzhog, Ceo di We Don’t Have Time, una startup nata per responsabilizzare aziende e singoli sul tema del cambiamento climatico, che poi ha dovuto scusarsi con lei per aver usato il suo nome nell’ambito dell’attività for profit della stessa compagnia. Greta ha accettato le scuse e ha preso le distanze da We Don’t Have Time.

Sulla sua sindrome

Sulla sua sindrome Greta Thunberg dice (riporto letteralmente quello che scrive in un lungo post su Facebook): “qualcuno mi deride per la mia diagnosi. Ma la sindrome di Asperger non è una malattia, è un dono. Le persone dicono anche che, poiché ho l’Asperger, non posso essermi messa da sola in questa posizione. Ma questo è esattamente il motivo per cui l’ho fatto. Perché se fossi stata ‘normale’ e socievole mi sarei inserita in un’organizzazione o avrei fondato un’associazione io stessa. Ma poiché non sono brava a socializzare, ho agito così. Ero così frustrata che non venisse fatto niente sulla crisi climatica e mi sentivo come se dovessi fare qualcosa, qualsiasi cosa. E a volte NON fare le cose – tipo semplicemente stare seduti fuori dal Parlamento – fa molto più rumore rispetto a fare qualcosa.”

Altri studenti hanno seguito il suo esempio

Altri studenti hanno seguito il suo esempio in diversi paesi del mondo e dopo le elezioni in Svezia la protesta ha continuato tutti i venerdì con l’hashtag #FridaysForFuture. Sul suo account Twitter, Greta riprende tutte le iniziative studentesche come la sua. Nello stato di Victoria, in Australia, Milou e Harriet, due studentesse di quattordici anni, hanno imitato lo YouthStrike4Climate di Greta. Jean, stessa età, fa lo stesso a Sidney. Come racconta alla Bbc, Jean non poteva aspettare di essere abbastanza grande da poter votare, doveva fare qualcosa subito. Bella Lack, inglese, 16 anni, già attivista per l’ambiente e autrice di un blog su animali e conservazione della biodiversità, seguita su Twitter da 150mila persone, è una delle migliaia di studenti che ha preso parte allo YouthStrike4Climate di Londra il 15 febbraio.

Greta Thunberg si rende conto che per molte persone che non sono informate sul cambiamento climatico (e, dice, è comprensibile che non lo siano visto che se ne parla così poco), uno sciopero può sembrare esagerato. Il problema è che nonostante l’accordo di Parigi del 2015, durante il quale 195 paesi si sono impegnati in un piano globale che tenga al di sotto dei 2 gradi l’aumento della temperatura, poco si sta davvero facendo. Di questo passo abbiamo appena 12 anni prima di raggiungere un punto di non ritorno per il pianeta (dice l’Ipcc). Persino la Svezia, che dovrebbe essere una delle nazioni più virtuose, non è da ritenersi un modello, come spiega Greta nel suo post “Sweden is not a Role Model”.

La cosa più triste

La cosa più triste di questa storia è che, anche se Greta Thunberg è riuscita a portare il cambiamento climatico sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, non è ancora riuscita a scalfire l’indifferenza dei potenti. Theresa May – troppo presa dalla Brexit – ha risposto alle proteste studentesche davanti al Parlamento di Londra invitando gli studenti a tornare a scuola per non “sprecare tempo che dovrebbero dedicare allo studio”. La risposta di Greta è arrivata come sempre precisa: “voi avete sprecato 30 anni senza fare niente, che è leggermente peggio”. Anche Scott Morrison, primo ministro australiano, ha risposto agli studenti in protesta di “essere meno attivisti e tornare in classe”. E a tutti coloro che pensano “sono solo ragazzi, non dovremmo ascoltarli” Greta Thunberg risponde che va bene, che comincino ad ascoltare gli scienziati però. Aggiunge “avete ragione sono troppo giovane per questo, i bambini non dovrebbero preoccuparsi di queste cose, ma poiché praticamente nessuno sta facendo nulla e poiché il nostro futuro è a rischio, ci sentiamo di dover continuare”.

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